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Enel Contemporanea 2012


Enel Contemporanea 2012 propone un progetto speciale per celebrare i 50 anni dell’azienda, nata il 6 dicembre 1962. Per l’occasione Mike e Doug Starn hanno realizzato Big Bambú, un’imponente installazione di corde e bambù allestita dall’11 dicembre nel cortile del MACRO Testaccio. L’opera, progettata on site come “dono” di Enel alla città di Roma nell’anno del suo cinquantesimo anniversario, offre al pubblico la possibilità di vivere in modo nuovo lo spazio museale e il quartiere.

Visita il sito ufficiale di Enel Contemporanea >> http://enelcontemporanea.enel.com/

h+ si è occupata di:
Sviluppo concept - Relazioni con realtà territoriali ed Istituzioni - Pianificazione, organizzazione e gestione annuale del progetto - Produzione installazione artistica - Ufficio Stampa - Gestione relazione con il curatore e gli artisti - Coordinamento reparti - Segreteria organizzativa - Concept evento inaugurale - Allestimenti - Immagine coordinata - Backstage e produzione video documentario.

Artisti invitati a partecipare:

Mike + Doug Starn
Big Bambú
MACRO Testaccio, Roma

Concepita dai fratelli Starn come un organismo vivente in continuo cambiamento nella sua complessità ed energia, l’opera Big Bambú si sviluppa fino a circa 30 metri di altezza grazie all’utilizzo di un materiale solido e flessibile, oltre che altamente simbolico, come il bambù. Migliaia di aste in bambù sono legate e incastrate fra loro con un metodo tradizionale, capace di creare un’inedita struttura-scultura nella quale i visitatori possono addentrarsi lungo percorsi e sensazioni. L’opera è costruita manualmente dagli artisti stessi e dal loro gruppo di esperti arrampicatori con il contributo di una squadra italiana. All’interno dell’architettura-scultura l’imprevedibile incrociarsi dei bambù diviene al tempo stesso elemento giocoso ed espressione della molteplicità della vita, dell’immaginazione e della creatività umana. Rendendo la flessibilità e gli intrecci del bambù elementi fisici di costruzione, ma anche elementi mentali di riflessione, il visitatore può abbandonarsi nello spazio di quest’opera d’arte in continua trasformazione, concepita come se la costruzione non fosse mai finita. Un grande organismo vivo che si trasforma, si muove, si adatta al tempo, che cresce non in dimensioni ma in sensazioni. In questo modo i fratelli Starn creano una delle poche opere d’arte contemporanea che, pur presentandosi nella sua versione ultimata come una scultura, rimane costantemente organica e viva, capace di accogliere lo spettatore e di inglobarlo come parte integrante del processo.